Archivio per maggio, 2008
Don Peppino Diana, il prete anticamorra che qualcuno ha definito “donnaiolo”
Quando fu ucciso Don Giuseppe Diana erano pochi a Casal di Principe a parlare male di lui, la sofferenza e il dolore fu immenso, non si era mai visto un sacerdote essere ammazzato, per giunta il giorno del suo onomastico, per giunta nella parrocchia dove esercitava con impegno ed onore il servizio che la curia gli aveva ordinato. Don Peppino Diana il 19 Marzo del 1994 fu ammazzato senza pietà. Amava il suo popolo, amava la verità, amava la terra dove viveva, un amore che gli è costato caro.
Don Giuseppe visse negli anni del dominio assoluto della camorra casalese. Spietati e sanguinari, gli uomini del clan controllavano non solo i traffici illeciti, ma si erano infiltrati negli enti locali e gestivano fette rilevanti d’economia legale, tanto da divenire “camorra imprenditrice”. (continua…)
Afef la tunisina italianizzata partecipa al complotto
La ricca ereditiera (titolo da utilizzare quando non si sa come definire una perfetta nullità) Afef ha dichiarato in questi giorni in merito a Gomorra: “Non c’è un film che faccia vedere una cosa positiva italiana.… Vorrei che i nostri panni sporchi si lavassero in casa. Vogliono sempre farci vedere come delinquenti, incapaci, immondizia appena abbiamo qualcosa che non va la stampa estera si diverte, e a me non mi va“.
E così anche Afef partecipa al complotto, in fondo come darLe torto, avendo a che fare con il fior fior della politica, imprenditoria ecc. ecc. italiana, subito si è “italianizzata”. La vera informazione non esiste più.. il complotto avanza.. anche grazie ad Afef…. e la Camorra ringrazia.
La dolce Annalena – Il complotto contro Saviano
L’opera di diffamazione contro le vere voci dell’informazione italiana prosegue, e se nei mesi scorsi ad occuparsi apertamente della diffamazione erano solo giornali piccoli, con giornalisti piccoli piccoli (ma di panza grande grande).. ora la situazione è cambiata, pochi giorni fa “Il Foglio“ ha pubblicato un “bell”‘articolo in prima pagina, il titolo era volutamente ironico: “Forza Saviano” , l’articolo ancor di più: (continua…)
“Cronache di Napoli” e dintorni.. Gli amici ministri e le iniziative con la Provincia
Articolo tratto da Iustitia.it
VA AVANTI SPEDITO il piano di iniziative dei vertici di Cronache di Napoli per promuovere il giornale coinvolgendo rappresentanti delle istituzioni.
Il quotidiano è in salute e, a Napoli e provincia, si piazza alle spalle di Mattino, Repubblica e Corsera-Corriere del Mezzogiorno, con un venduto dichiarato nel mese di novembre che supera le novemila copie. Un risultato favorito anche dalla feroce guerra tra i clan camorristici a Scampia, che non poteva non premiare un giornale da sempre bollettino puntuale e capillare della cronaca nera.
La performance di Cronache è notevole anche perché i vertici del quotidiano, “l’editore di fatto” Maurizio Clemente e il direttore Giovanni Lucianelli, sono da tempo protagonisti di gravi vicende penali. (continua…)
L’enciclopedia dei cattivi, personaggi che complottano quotidianamente
Articolo di Monteiro Rossi per Iustitia.it
Un giorno d’agosto del ’95 un ambizioso cronista napoletano intuì che il destino gli stava dando una mano quando sulla nave da crociera Monterey riconobbe un volto noto. Andandogli incontro, azzardò: “Mister Buscetta, I suppose”. Il “ Minchia…” ricevuto in risposta era molto di più di una conferma.
Quell’incontro casuale con don Masino, il boss di mafia e il pentito “dei due mondi”, determinò un’impennata nella carriera professionale di Sergio De Gregorio, all’epoca giornalista sempre affamato di scoop e inviato del settimanale “Oggi”. E gli fece crescere la curiosità di conoscere l’aspetto più vero e più intimo di quella parte dell’umanità per la quale parole come Stato e leggi rappresentano soltanto fastidiosi lacciuoli da evitare.
Il grande complotto
Il grande complotto è quello che avviene ogni giorno contro chi ha il potere di comunicare, di diffondere, di denunciare, basta un attimo per esserne la vittima.
Chi sono le vittime?
Le vittime sono giornalisti, magistrati, imprenditori, personaggi che si distinguono dalla massa e che cercano di far si che la parola diventi un’arma più potente di un kalashnikov. Occuparsi di lotta alla mafia, alla Camorra è sempre difficile, spesso impossibile, specialmente quando chi scrive lo fa per un pubblico vasto, troppo vasto, al punto da turbare gli animi di troppe persone.
Chi sono i carnefici?
Personaggi subdoli, che attuano campagne massacranti di diffamazione. Si possono trovare nelle redazioni dei giornali o seduti nei palazzi del potere, si possono trovare per strada o nei bunker sotterranei, latitanti.